Forse non tutti lo sanno, ma i blog nacquero nel 2006, nel Lazio meridionale. La storia ha ormai consegnato al passato il nome dell’inventore ufficiale di questa nuova forma di comunicazione, ma pare si trattasse di un insegnante di inglese con il pallino dell’informatica: la sua idea fu semplicemente quella di creare una piattaforma con cui dialogare con i suoi alunni anche fuori dall’orario di lezione. Il professore non lo poteva certo immaginare, ma aveva appena dato il via ad una serie di eventi che avrebbero cambiato il volto della comunizazione su Internet.
Visto che aprire un blog sembrava facile, visto che la cosa pareva avere successo, e visto che era una novità ed era circondata da un'aurea misteriosa, tre intraprendenti studenti dell’ultimo anno del liceo classico – autoproclamatisi I Nullafreganti – decisero di seguire la strada che il loro docente aveva indicato. Memori delle ore liete trascorse in classe a cazzeggiare, i tre decisero di trasportare sul web le loro riflessioni sulla vita scolastica che affrontavano quotidianamente: nacque così Il diario della Nutria Bionda, che qualcuno ha definito una “necessaria tappa di passaggio”. E, a conti fatti, è stato proprio così: un blog sperimentale, redatto da tre (più due) autori, che permise un primo approccio alla tecnologia e agli stili del mondo online. Purtroppo la cosa non poteva durare, visto che il progetto era troppo legato ad una particolare realtà (che peraltro stava andando alla deriva molto velocemente): dopo una manciata di mesi il blog esaurì la sua spinta, vide le prime defezioni, e cominciò una lunga agonia che si sarebbe protratta fino al 2008.
Gli eventi però erano in movimento, e non potevano essere arrestati. Nell’autunno del 2007 uno dei fondatori della Nutria Bionda, Matteo il Rocca, decise di mettersi in proprio. Ad ottobre fece il grande passo, fondando WR!, ad oggi il più grande e longevo blog della storia. Se quelli citati finora furono poco più che esperimenti, con WR! ci troviamo di fronte al primo vero blog: aggiornamenti frequenti, gran feeling con i lettori, un’impronta autoriale forte, enorme varietà di temi (dall’esperienza quotidiana alle discussioni sui massimi sistemi). Il successo è travolgente, forse persino inebriante per l’autore: ma sta di fatto che WR! è ancora vivo e vegeto, e per di più ha dato vita a una serie sconvolgente di emulatori.
Contemporaneamente, con una coincidenza che potrebbe quasi essere definita inquietante, faceva la sua comparsa sulle scene un altro blog. L’autore era un misterioso studente del liceo artistico, residente in Lariano, che si faceva chiamare Sinistro: e il nome del blog era L’era di Apocalisse. È ancora oggi fonte di mistero e leggenda come egli sia entrato in possesso della conoscenze necessarie per aprire un blog: è vero che Sinistro conosceva Matteo il Rocca, ma i due si erano incontrati solo una volta. È probabile, dunque, che Sinistro sia approdato a questa tecnologia da un’altra fonte andata perduta, e sia così frutto di un altro ceppo. L’era di Apocalisse prese il via lentamente, con poca audience e post lunghissimi. Successivamente, grazie a un cambiamento nello stile dell’autore e alle interconnessioni che si sviluppavano con la nascente repubblica dei blog, anche questo progetto è arrivato a un pubblico stabile di lettori (seppur sia spesso minato da problemi di natura tecnica).
Fu però WR! a dare il via alla rivoluzione. Negli ultimi due mesi del 2007 videro la luce due nuovi blog. Il primo fu creato da un amico comune del Rocca e di Sinistro, tale Francescooh. Egli mise in piedi un blog molto particolare, Mod, caratterizzato da uno stile personalissimo e quasi delirante. Ben presto, però, da tutto questo emerse una vena poetica e malinconica che si intrecciò con la veloce parabola del blog stesso, chiuso dopo meno di un anno: non prima, però, di aver regalato al suo fedele pubblico di lettori post di autentica bellezza, entrando nella leggenda.
Nello stesso periodo anche un altro dei Nullafreganti, Andrea il Perro, cominciò la sua avventura personale, aprendo il White Blog (oggi Der Blaue Blog). Il blog assicurò una continuità rassicurante per tutto il 2008; ma a partire da quel punto il ritmo degli aggiornamenti è precipitato, facendolo passare in seconda fila rispetto al resto del gruppo. Il suo pubblico di lettori, tuttavia, spera sempre in un’improvvisa ripresa.
A quel punto le cose si erano fatte interessanti. Nel mondo, a poco più di un anno dalla loro ideazione, esistevano già sei blog – chi più attivo, chi meno. Improvvisamente, era diventato di moda aprirne uno. A inizio 2008 arrivò anche Fungoblog, gestito da un esponente di spicco della scena musicale underground pontina, tale Fungo. Costui decise di perseguire l’ideale della qualità a scapito di quello della quantità: da qui la scelta di centellinare i nuovi post, donando però ad ognuno di essi capacità espressive e stilistiche uniche. Ancora oggi Fungoblog è un punto di riferimento per la musica indie e gli amanti del bel scrivere.
Alla fine dell’anno arrivò This is not a fake blog, gestito dall’amico comune Jacopo. Dai primi post sembrò un vero e proprio capolavoro, riscontrando anche un ottimo successo di pubblico. Poi però cadde preda di una certa discontinuità, fino a chiudere dopo poco più di dieci interventi. Il suo creatore, successivamente, diede vita a un secondo tentativo, That was a fake blog. Si tratta di uno dei blog meglio scritti di sempre, indi per cui tutti speriamo che regga.
Insomma, alla fine i blog contagiarono tutti. Passando per secondi blog (oltre al già citato Jacopo vanno sottolineati Pulp di Francescooh e Ho detto e ho scritto, no? del Rocca), anche nuovi internauti approdarono a questa innovativa forma di comunicazione: dapprima una Erasmus di nome Valeria (Girivari), poi il sottoscritto Luigi, e infine – ultimo ma non meno importante – Il Cavicca (Funambolicamente sulla falsariga), che non ha certo bisogno di presentazioni (ah, si?). Si è venuta così a creare una rete nella Rete, fatta di blog diversi ma interconnessi, che sono diventati strumento di discussione e comunicazione, oltre che un modo interessante per mantenere i contatti.
Mah, a cosa serve tutto questo sproloquio (che in pochi leggeranno, e ancora in meno apprezzeranno)? Essenzialmente a niente: era solo un post che meditavo da tempo, una specie di celebrazione di questo nostro piccolo mondo digitale. Per scriverlo mi sono documentato, rileggendo post persi nel tempo e facendomi anche un sacco di risate. Sono sicuro che anche i diretti interessati si sarebbero divertiti (e chissà che ogni tanto non si vadano a rileggere il passato?); per tutti gli altri, spero sia stato un modo per farsi una veloce idea di quello che abbiamo fatto finora.
Eppure, c’è ancora un capitolo da scrivere in questa storia. A giorni arriverà un nuovo blog nella nostra cerchia. Vi prego di accoglierlo bene, di frequentarlo, di commentarlo. Anzi, soprattutto di commentarlo. Credo sia il progetto più ambizioso che abbia mai calcato le nostre scene, e avrà bisogno, almeno all’inizio, di molto, molto, molto incoraggiamento. È questione di giorni, davvero: rimanete sintonizzati.
(a chi fosse interessato alla vera storia del fenomeno blog, consiglio il capitolo 7 del libro New Journalism di Marco Pratellesi; meno completa, ma pur sempre un punto di partenza, è la voce su Wikipedia)
CODA
Ringrazio tutti i commentatori dello scorso post, soprattutto quelli che si affacciavano da queste parti per la prima (o seconda) volta. Mi piace questo tipo di interazione, e spero vivamente che continuiate a seguirmi (anche se non so se io mi seguirei).
Stefano, come hai fatto a vederlo in italiano? Era doppiato o aveva i sottotitoli? Mumble, mumble… Ah, se segui questo link potrai leggere con i tuoi occhi ciò che ti ho scritto oggi nell’sms.
Persino Milano può essere low cost
12 anni fa
