Proprio in questi giorni riflettevo su come saranno almeno due o tre settimane che non trascorro una serata “normale” a casa mia: del tipo cena, un po’ di fresco in giardino e letto. Era questa la norma negli anni passati; quest’anno, invece, la mia estate è stata molto mondana.
Non che mi dispiaccia, eh. Anche in questo ultimo scampolo d’estate non mancano le occasioni per divertirsi con i miei grandissimi amici. Anzi, sono alcuni anni che noto che la parte più ricca e movimentata dell’estate è proprio la seconda metà di agosto, che poi è anche l’ultima occasione di vacanza per la maggior parte delle persone. Dal mio ultimo post è passato un po’ di tempo, quindi vado qui a elencare un po’ alla rinfusa quel che è successo negli ultimi giorni.
C’è stata un’uscita a Latina organizzata essenzialmente per vedere Livio e Tiziano, abitanti di terre remote che vediamo troppo raramente. C’era anche lo statuario fratello di Livio. Appunti per me stesso: il 16 agosto, in una città continentale come Latina, i pub sono tutti chiusi per ferie. La nostra cena si è consumata in una pizzeria al taglio e nella gelateria vicino allo stadio. La serata si è poi conclusa in piazza, a parlare di Wikipedia (ovviamente), dell’Uomo Falena (attenti alle telefonate dagli sconosciuti), e delle scampagnate di Livio in quel di Lariano (prima o poi mi piacerebbe seguirlo per quei sentieri di montagna).
Pochi giorni fa io, Valeria, Cavicca e Jacopo siamo stati a un bel concerto a Fondi. Suonavano gli Apple Pies, una cover band dei Beatles abbastanza affermata a livello nazionale. I quattro non solo ripropongono alla perfezione gli storici pezzi del gruppo di Liverpool, ma si travestono anche come i Fab Four. Lo spettacolo è durato due ore e un quarto, sono stati suonati quasi tutti i pezzi più famosi, e il tutto è stato molto piacevole. Jacopo e i suoi amici hanno animato la piazza, visto che il resto del pubblico era piuttosto moscio. Durante il concerto abbiamo pure fatto conoscenza con due ragazze, che poi ho riconosciuto come due tipe del liceo classico di Terracina che conoscevo di vista: insieme a loro abbiamo intrapreso un’esplorazione notturna del centro storico di Fondi che, per me che non lo conoscevo, è stata una piacevole sorpresa. Se mai ci capitaste, vi consiglio anche un Bistrot proprio al centro: oltre al mangiare bene e al fatto che vi portano gratuitamente cose che non avete ordinato, caratteristica del locale è una parete interamente riempita di scritte e disegni degli avventori. “Non possiamo andà via da qua senza scrive” disse Cavicca: e così abbiamo lasciato due impronte del nostro passaggio.
Il Cavicca mi ha anche gentilmente ospitato sulla sua barchetta per una circumnavigazione del promontorio. È stato veramente spettacolare: siamo arrivati fino alla spiaggia di Sabaudia, per poi tornare indietro e ancorarci in una piccola cala proprio sotto al picco più alto. Da lì abbiamo nuotato fino a una spiaggia di sassi, su cui si affacciava anche una caverna: al suo interno si notavano delle sdraio e dei rudimentali tendaggi di cannucce; che fosse stata abitata? Grazie a delle scarpe fornitemi dal padre di Cavicca ho anche avuto l’opportunità di arrampicarmi sulla scogliera, mentre ho rinunciato all’idea di esplorare una piccola caverna che si apriva a pelo dell’acqua. Al ritorno Cavicca si è dato alla guida spericolata, e il mio coccige ancora lo ringrazia.
Ah, e come non parlare della spettacolare “pastata” che si è tenuta a casa del Cavicca? Nata come una sfida culinaria, alla fine la cosa si è risolta in una solenne abbuffata. Il Cavicca ha aperto le danze con una pasta alla gricia veramente spettacolare; poi io ho preparato un pesto con ricotta e pomodorini. Non è venuto proprio come volevo: però la sera successiva l’ho preparato di nuovo con alcune varianti suggeritemi dagli assaggiatori (ricotta salata e fusilli), ed ha cambiato faccia. Da segnalare il sabotaggio della mia ricetta da parte di Cavicca, che ha pensato bene di scolare la sua pasta dentro alla padella dove avevo cotto i pomodorini. Dopo abbiamo gustato delle mozzarelle che il Rocca aveva fatto con le sue manine, e abbiamo chiuso con una caterva di bombe alla nutella/crema. Dopodiché Marco ci ha deliziato con alcuni pezzi alla chitarra, e devo dire che anche il Cavicca non se la cava male (nonostante suoni da solo un mese) Poi è stato improvvisato un torneo di biliardino che si è concluso con la seguente classifica: 1° Valeria/Giulia, 2° Rocca/Marco, 3° Cavicca/Francesco, 4° io/Jacopo. Olè! Meno male che poi a ping-pong ho battuto l’imbattuta Giulia in una memorabile ed epica partita…
Casa di Cavicca è stata anche teatro di un epocale karaoke, la settimana scorsa. In ques'occasione ho scoperto che il Cavicca è un ottimo cantante (che assomigliasse a Neffa e a Marco dei Cesaroni già lo sapevamo). C'è un video che ci riprende assieme mentre cantiamo Italia amore mio di Pupo & Emanuele Filiberto & il tenore, sia con la base musicale che a cappella. L'anno prossimo ci iscriviamo in coppia a X-Factor, così in un paio d'anni vinciamo Sanremo.
Per il resto niente di che. Incombe la scadenza per presentare la domanda di tesi, ed io dovrò fare i salti mortali per riuscire a completare l’operazione. Per la cronaca, il mio elaborato procede alla grande; anzi, forse alla fine sarà pure troppo lungo per una triennale. Ma vabbè.
Ci risentiamo a settembre amici. On september in da cinemas, come scriveva il Rocca nei Merdonismi.
Persino Milano può essere low cost
12 anni fa
