Sono stato soltanto un giorno fuori da Dublino (Malahide, pur essendo una città a parte, è di fatto un sobborgo della capitale), eppure è bastato per farmi venire voglia di visitare le zone più selvagge dell’Irlanda.
L’Irlanda non è uno Stato grandissimo: il coast-to-coast in senso orizzontale è percorribile in circa tre ore, mentre in verticale si può arrivare da un estremo all’altro in circa cinque ore. Di conseguenza è tutto molto a portata di mano, ammesso che abbiate voglia di farvi svariate ore di viaggio per giungere alla vostra destinazione. Sabato scorso ho fatto un’escursione in autobus, organizzata dalla scuola, in due posti non molto lontani da Dublino: Glendalough e Kilkenny.
Glendalough ospita le rovine di un’antica città monastica medievale. Ci si arriva dopo aver percorso delle strette strade di campagna, immerse nel verde dell’entroterra irlandese: a un certo punto si sbuca in una valle, e qui vi trovate di fronte a qualcosa di fantastico. Tra due montagne verdeggianti emergono a fatica i resti di questa cittadella: essenzialmente due chiese, una torre circolare e un paio di case; tutto il resto dello spazio è occupato da un bellissimo cimitero (ora ho delle foto che farebbero invidia al post di Selvaggia pubblicato sui Cojoti qualche tempo fa). Da qui si diparte un sentiero che, dopo aver attraversato una foresta costeggiando un fiumiciattolo, arriva a due laghi che, a giudicare dalle foto, rimpiango di non aver raggiunto (il tempo era poco, ed avevo indugiato troppo tra le tombe). Stranamente graziati dal tempo, abbiamo potuto goderci una bella giornata quasi soleggiata, ideale per una gita di questo tipo. Sono stato contento di aver visto un posto del genere, perché difficilmente ci sarei andato per conto mio (non ne conoscevo neanche l’esistenza, d’altra parte): segnatevi questo nome per le vostre escursioni da quelle parti.
Subito dopo Glendalough, proseguendo oltre la valle, le foreste e gli alberi misteriosamente scompaiono, lasciando il posto a colline erbose ma prive di vegetazione. La strada che attraversa questo posto si chiama Hollywood Road, perché alla fine di essa si trova un piccolo villaggio chiamato Hollywood. Eppure, proprio sulle colline che ho attraversato, sono state girate le scene di battaglia di alcuni kolossal hollywoodiani (nel senso americano del termine), come Braveheart e King Arthur. Vi è stato girato anche un filmaccio fantasy, Il regno del fuoco, per il quale sono state realizzate delle finte torri medievali che poi sono rimaste lì in mezzo al nulla: la cosa assurda era che alcuni turisti si fermavano a fotografarle pensando fossero monumenti storici, per la gioia della nostra guida che li derideva.
La seconda tappa del viaggio è stata Kilkenny, luogo dove il prode Cavicca trascorse un periodo di studio alcuni anni fa. Kilkenny è una bella cittadina, con un grande castello e un parco ancora più grande che lo circonda. Il centro purtroppo è soffocato dai negozi, ma c’è comunque una bellissima cattedrale che domina il paesaggio fluviale del posto. A causa del poco tempo a disposizione ci siamo soffermati di più sul castello e sul parco; io personalmente sono rimasto stupito dal numero di persone che affollavano il giardino, e ancora di più dal numero di persone che vi praticavano sport gaelici (penso che dovrò scrivere un post sugli sport gaelici, anche se probabilmente l’unico che lo apprezzerà sarà Matteo). Si dice che a Kilkenny si produca una famosa birra, ma appunto si dice: io non ne ho idea. Mi è rimasto un po' l'amaro in bocca perché non ho potuto vedere per bene la città, che il Cavicca mi dice essere bellissima: in ogni caso è un posto che consiglio.
SPIEGAZIONE DEL TITOLO DEL POST
Oggi mi sono andato a procacciare il pranzo al Tesco (alla Tesco?). Il Tesco (la Tesco?) è una catena di supermercati britannica; di nome la conosco, ma non credo di averla mai vista in Italia (correggetemi se sbaglio). In ogni caso, ha prezzi estremamente economici: essendocene uno vicino alla scuola, verso ora di pranzo è una meta ambita (anche dai lavoratori in giacca e cravatta della zona, che però preferiscono il più prestigioso Spar).
Dunque, oggi io e un ragazzo italiano eravamo indecisi su cosa mangiare. Eravamo davanti al banco dei panini preassemblati, e commentavamo (in italiano, ahimè) le varie scelte possibili. A un certo punto qualcuno ci si avvicina alle spalle e fa: “Ah, vedo che anche voi siete irlandesi”. Mi giro e c’è un ragazzo barbuto e occhialuto: un incrocio fra Giuseppe R. del VD e il cantante dei Baustelle. Gli dico: “Eh sì, dublinesi doc”. “Bene, mi fa piacere” commenta lui prima di arraffare qualcosa dal banco frigo. Poi vado a pagare e lo perdo di vista.
Esco dal supermercato, e mi fermo fuori insieme all’italiano che era con me per soffiarmi il naso. Esce anche il secondo italiano, che si ferma proprio vicino a noi e sembra morire dalla voglia di parlare con noi. Lo accontento: “Anche tu italiano?” gli faccio. E lui, con un chiarissimo accento toscano (per la precisione livornese; purtroppo non sono stato in grado di comprenderne perfettamente le isoglosse e il ceppo linguistico originario), risponde: “Sì. Ma dove stanno gli altri? Mi dovevano aspettare qui! Mannaggia al sistema!”. E rientra nel Tesco. Io e l’altro italiano ci guardiamo perplessi; io rimugino sulla imprecazione che ho appena sentito, la cosa più livornese che riesco ad immaginare. Il livornese a quel punto esce di nuovo e annuncia: “Mi sa che so’ andati a mangiare al Burger King. Ma porca… Lo sapete che faccio? Ora vado a mangiare ‘sta roba là dentro. Tanto che mi possono fare? Mica mi mettono in galera, no?”. E se ne va.
Un apparizione surreale. L’altro italiano mi dice che parlava come quelli del Nido del cuculo. Io, essendo stato istruito da Ur III il Rocca, gli dico: “Magari era proprio uno di loro”. Quello non famoso, ovviamente.
Persino Milano può essere low cost
12 anni fa
