Sono poche le frasi personali di msn che ricordo, ma una di queste è: “Uagliò, so’ tornat’!”. La mise Jacopo non so più quanti anni fa, quando si era ancora agli inizi di questa forma di comunicazione e la cosa ci sembrava incredibile. La abbinò a una foto fantastica: il primo piano di una bocca con una mano a fare da megafono. L’effetto era incredibile: sembrava che urlasse al mondo intero la sua frase. L’artistico, alla fine, aveva dato i suoi frutti.
Oggi ve lo dico io “Uagliò, so’ tornat’!”, facendo così la felicità del Cavicca che è libero di fare facili allusioni sulle mie origini. Sono tornato da una bellissima vacanza in Sardegna, in compagnia della mia dolce metà. È stata praticamente la mia prima vera vacanza estiva, la prima volta che mi sono tuffato in un mare diverso da quello di casa mia e dei suoi immediati dintorni. Posti bellissimi e ottima compagnia: come sarebbe potuta andare meglio? Io e Valeria, a giorni, vi confezioneremo un reportage sulla zona dell’isola che abbiamo visitato, e poi lo pubblicheremo sull’Accademia degl’Vmidi.
Da segnalare alcune cose di carattere personale. Innanzitutto, faccio notare che nel paese dove alloggiavamo si è tenuto, durante i festeggiamenti per il santo patrono, un concerto di Valerio Scanu. Voglio dire: chi di voi può dire di aver visto dal vivo un vincitore del festival di Sanremo? Ciò mi ha ricordato di quella cena al ristorante sardo di Roma con Cavicca (il che a sua volta mi ha spinto a rileggere quel magnifico post, purtroppo l’ultimo che compare sul suo blog). E comunque no, non ci siamo fermati a sentirlo.
Questo, inoltre, è stato il più grande e lungo viaggio in macchina che io abbia mai fatto: un totale di 1.100 chilometri, divisi a metà da due traversate del Mar Tirreno. Devo dire che mi sono scivolati addosso con enorme facilità: mi piace guidare, e mi piace moltissimo farlo per lunghe e veloci strade perse in posti che non ho mai visto. Abbiamo attraversato l’entroterra sardo, mentre il paesaggio da verdeggiante diventava sempre più brullo, e poi abbiamo percorso in lungo e in largo la costa nord-occidentale.
Ciliegina sulla torta, al ritorno mi sono dovuto infilare dentro Roma per compiere alcune faccende. Non avevo mai guidato in una zona che non fosse l’Eur. E non avevo mai guidato così, a dire il vero. La lotta per la sopravvivenza e gli ingorghi in cui ci siamo ritrovati hanno fatto emergere il mio lato più arrogante: e, forte di una macchina piccola e agile, mi sono destreggiato nel traffico capitolino, ignorando precedenze, sorpassando a destra, e lottando contro il tempo per arrivare da una parte all’altra della capitale. Ma alla fine ce l’ho fatta e non potete capire quanta soddisfazione mi dà.
Nel mentre, si è finalmente rivelato in tutto il suo splendore il nuovo blog del Rocca. Ragazzi, dobbiamo essere consapevoli di aver assistito a un piccolo grande evento: il blog capostipite non esiste più, soppiantato da una sua versione più matura e politically correct. Io sono favorevole a questo cambio della guardia: una volta lessi che i blog sono la storia intellettuale di un individuo, e quindi sta bene che ogni tanto si cambi stile anche sul web. Ovviamente vi consiglio vivamente di leggerlo e commentarlo: metti che poi il Rocca diventa famoso, poi vi potrete vantare di conoscerlo da sempre, no?
Sono contento che la Repubblica dei blog (o comunque una parte di essa) sia tornata alla vita: l’arrivo dell’autunno fa questo effetto. Io durante l’estate, oltre ad aggiornare molto raramente questo spazio, mi sono lasciato andare soprattutto a ricordi personali. Il blog sembrava quasi una specie di diario, in effetti. Da qui in poi aumenterò la frequenza degli interventi, e forse dirò anche cose più interessanti.
Persino Milano può essere low cost
12 anni fa
