L’essere nati il 26
gennaio ha alcuni lati positivi. Tanto per cominciare, ogni anno in questo giorno
cade l’Australia Day: e il fatto che il mio compleanno coincida con questa
festa non può essere una semplice coincidenza. Al liceo, inoltre, il pomeriggio
del mio compleanno me la potevo prendere comoda: il giorno dopo veniva sempre
organizzata un’assemblea d’istituto per il Giorno della Memoria, il che voleva
dire niente compiti (a voler essere cinici, eh).
Poi, all’università, c’è
stato il rovescio della medaglia: negli ultimi cinque anni il mio compleanno è
sempre stato accerchiato da esami vari e da giornate passate sui libri. Il che non
è stato propriamente esaltante, devo dire.
Finora ho conosciuto
ben due persone nate il mio stesso giorno. Non so, magari voi avete coorti di
tizi che condividono con voi il compleanno, ma a me questo sembra un risultato
incredibile (addirittura Giulia è nata pure il mio stesso anno). Comunque,
sempre meglio che essere nati d’estate. Non me ne vogliano i lettori di questo
blog che sono nati sotto il solleone, ma a me fare il compleanno d’estate
metterebbe un po’ di tristezza: tutti sono via, in vacanza, e specialmente
quando si va a scuola la cosa si sente. Sì, oggi sono in vene di alte speculazioni filosofiche.
Quest’anno i miei
genitori mi hanno regalato un libro pazzesco, che non conoscevo e non vedo l’ora
di leggere [dalle frasi celebri di Luigi Calisi, prossimamente su Wikiquote: “Se
mi regalassero soltanto libri per il resto della mia vita, io sarei felicissimo”.
Naturalmente è suscettibile di modifiche e abbellimenti]. Per il momento non
dico molto, anche perché devo ancora valutarne la qualità. Però devo ammettere
che quando l’ho sfogliato a caso e i miei occhi sono caduti su frasi come “Il
treno per Priverno non aveva l’aria condizionata” e “La Strada Migliara 53
lasciava spazio a Via del Principe Biancamano” mi sono emozionato. E tenete
presente che il libro in questione non è una raccolta di post di Abbasso
Roccarina, ma un thriller scritto da un portoghese. Sconvolgente, vero?
Io da un paio di
giorni ho ripreso a scrivere la mia seconda opera prima (Maccio Capatonda docet). A novembre, causa studio
(e in parte carenza di idee), ero stato costretto a interromperne la stesura,
dopo due mesi iniziali in cui avevo scritto tantissimo. Ora lo studio da fare c’è
ancora, ma almeno ho avuto delle buone idee che ho scritto furiosamente su
alcuni foglietti man mano che venivo illuminato. Non so quale sarà il risultato
finale, però per il momento non sembra male. Conto di finirlo entro l’inizio
dell’estate, ma questa data ovviamente dipenderà anche da quello che mi troverò
a fare nei prossimi mesi. E questo, a differenza del finale del mio romanzo, io
non lo so ancora.
Vabbè, il post
precedente è stato un clamoroso successo di pubblico, che non conto di ripetere
(ma hanno dato una mano Facebook e l’improvvisa fine di Megavideo). Però mi
piacerebbe se chi ha commentato quel post passasse anche da questo, lasciando
due righe. Tra l'altro oggi c'è stata un'impennata di visite: forse un post sul compleanno ve lo aspettavate, in fin dei conti...
Qualcuno di voi ha visto il film La talpa? Com'è? Lo volevo vedere, ma vivo in un contesto cinematograficamente svantaggiato e quindi l'ho perso (a proposito di post precedente e film non visti).
Sulle nomination agli Oscar ho poco da dire, perché purtroppo molti film non li ho visti (aridaje). A pelle, tiferei per Hugo e War Horse, ma non escluderei nessuno degli altri. Più di tutto, però, tifo per John Williams: è arrivato a un numero immane di nomination, e se ci pensate ha vinto solo 5 Oscar (solo?).
