domenica 27 febbraio 2011

EFFETTI DEL BRAINSTORMING

Una volta venne pure uno a farci una lezione sul brainstorming. Era un tipo simpatico, giovane e nerd, con una t-shirt di Star Wars che gli avrei fregato volentieri. La classica persona che poi all’esame ti frega.
Beh, ci disse che nel brainstorming l’importante è non avere paura di dire cose stupide. Bisogna lanciarsi, proporre le proprie idee, farle sentire agli altri. Poi magari qualcuno migliora quello che tu hai fatto, oppure tu perfezioni le cose degli altri: funziona così, tutti lavorano insieme, e alla fine in genere esce fuori qualcosa di accettabile e universalmente condiviso.

Matteo ha ragione: ci serve un nome, e ci serve subito. Al resto penseremo dopo. I nomi e i titoli sono fondamentali. Vi confesso che io non riesco a scrivere niente se prima non gli do un titolo: lo so che è sbagliato, ma è più forte di me, delimita il mio campo d’azione.

Qui di seguito elencherò i nomi per l’Accademia 2.0 che sono usciti fuori oggi pomeriggio dalle riflessioni di Valeria e me. Alcuni sono ridicoli, altri affascinanti: cercate di non ridere, e fateci sapere quali sono quelli che vi piacciono di più. Ma, soprattutto, ricordate una cosa: la lista è incompleta. Mancano le vostre proposte.

- La falsariga / Sulla falsariga. Subdolamente copiato dal blog di Cavicca, è vero. Per altro non so neanche bene cosa possa significare: sulla falsariga di chi o cosa? Boh, è solo che mi suona bene. Sarebbe perfetto per un gruppo indie nostrano. Ma forse non per l’Accademia 2.0
- L’arca di Noé. Valeria propone questo titolo, abbinabile ad alter ego animali che ci andrebbero ad identificare. Non so, ci sarebbero problemi di copyright con le Creative Commons (battutona da nerd, su)
- L’angolo dei… / La tana dei… E infinite altre variazioni sul tema. Il problema è come riempire quei puntini: con che parola ci potremmo definire? Si accettano suggerimenti per completare la frase.
- L’angolo del caffè. Questa proposta nasce da diverse suggestioni. Personalmente, mi affascinava l’idea di inserire la parola “caffè” nel titolo: non perché sono napoletano inside, ma perché mi richiama alla mente le riviste intellettuali del Settecento. Ecco appunto, forse suona troppo intellettualoide. Valeria aggiunge invece che un titolo del genere alluderebbe al fatto che il blog potrebbe essere letto agevolmente durante una pausa caffè. Che ne pensate?
- Amici di penna. Questo titolo fa invece riferimento al fatto che il blog è scritto da persone che si trovano fisicamente lontane, ma che sono accomunate dallo scrivere sullo stesso sito. L’idea non è male ma, come immaginabile, una veloce ricerca in Google ci ha fatto capire che è un’espressione fin troppo comune: il nostro blog affogherebbe.
- L’amaca. Esprime l’idea di relax e piacevole passatempo. Una volta avevo un’amaca in giardino, sapete? Ce l’avevano portata da qualche Paese sudamericano, credo. Forse però come titolo manca un po’ di personalità.
- La palafitta. Perché il blog emergerebbe dalle acque confuse della rete, proprio come fa una palafitta. In quanto a personalità, però, vedi sopra.
- Il bazar / Il bazar dei pensieri. Attenzione, perché questo non ci sembra affatto male. Oltre al fattore esotico, che non guasta mai, il bazar esprime l’idea di una serie di oggetti – anche molto differenti – ospitati nello stesso posto (questa è di Valeria, ma mi è piaciuta moltissimo): esattamente quello che vorremmo fare noi con le varie categorie. Non ci convince del tutto quel “dei pensieri”, ma “il bazar delle idee” esiste già secondo Google… Qualche alternativa?
- I cojoti. Questo è magnifico. La gente ci potrebbe scrivere cose tipo: “A cojoti! Ma che state a fa’ su ‘sto sito?”. Farebbe bene alla nostra autostima.

Sarebbe carino, secondo noi, anche aggiungere un sottotitolo che descrivi in modo semplice e incisivo il progetto. Però forse è meglio fare un passo alla volta.

Commentate numerosi queste idee, e poi fate nuove proposte. Ricordate: l'idea migliore è quella che ancora non è stata lanciata (immaginatemi nei panni del vecchio saggio delle tartarughe ninja mentre dico quest'ultima frase)

sabato 12 febbraio 2011

IL NUOVO PROGETTO

Il post precedente è stato ben commentato, e colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta tutti quelli che sono intervenuti. È segno – o almeno io lo interpreto così – del fatto che avete a cuore l’Accademia degl’Vmidi, in un modo o nell’altro.

Ora, il prossimo passo è vedere di rimettere in carreggiata il progetto. Ci lavoreremo un po’ tutti insieme: chiunque abbia idee le proponga, ma soprattutto agisca in prima persona. Matteo diceva che abbiamo fallito nell’aggregare persone col primo tentativo: e in effetti, alla fine, hanno scritto sempre le stesse persone. Chiunque voglia, quindi, può partecipare a questa nuova avventura.

Dalla lettura dei commenti mi sembrano emergere alcuni punti (che riassumo e rilancio con altre mie osservazioni):

1) Il riordino delle categorie. Deve esserci una divisione un po’ più pratica, con delle sezioni ben delineate e chiare. Sono favorevole a dare un nome simpatico ad ognuna di esse (come ha proposto Valeria), cosa che dà sicuramente appeal al sito, ma qua si tratta essenzialmente di fare un brainstorming collettivo e di scegliere le idee migliori.
Sul fronte pratico, credo che tutto ciò si possa realizzare anche semplicemente con l’utilizzo delle etichette: non solo è uno strumento facile da usare, ma permette anche di creare la fantastica nuvola di etichette (una cosa che adoro, davvero). Aggiungo che, secondo me, il nuovo progetto dovrebbe essere strutturato su un’unica pagina, un unico blog. Mi spiego meglio: mentre l’Accademia rimanda a quattro distinte sezioni, separate dalla “home page”, credo che sarebbe più pratico e anche accattivante utilizzare un unico spazio (e un unico indirizzo web) per la pubblicazione di tutti i post. In questo modo sarebbe tutto a portata di mano.
La cosa potrebbe sembrare confusionaria e contraddittoria, visto che gli argomenti sarebbero tutti lì l’uno a fianco all’altro senza apparenti distinzioni: però il meccanismo delle etichette permetterebbe di filtrare le varie sezioni, così da andare incontro agli interessi del lettore. Con le sezioni separate, invece, ho come l’impressione che il lettore si fermi lì, senza andare ad esplorare gli articoli degli altri settori. Dite la vostra.

2) Il contenuto degli articoli. Secondo me si può continuare a spaziare abbastanza. In sostanza la proposta di Matteo mi sembra ottima: uno spazio maggiore deve essere destinato agli argomenti più gettonati (recensioni di opere culturali, a quanto pare), anche perché oltre ad essere i più commentati sono anche stati quelli più scritti; poi, chiunque voglia discostarsi per esplorare sezioni più alternative o originali è libero di farlo.
Certo, bisogna anche cercare di andare incontro ai gusti del pubblico. Però credo che, se ognuno produrrà un tot di recensioni sulle sue passioni, l’audience si stabilizzerà. E magari andrà a leggere anche qualcuno degli altri articoli (se lo vorrà: resta sempre valido il principio “se non mi interessa non lo leggo”).

3) La demenza. Non sono d’accordo con l’idea (credo provocatoria) di Tiziano. Il sito dovrebbe essere non dico serio – per carità! – ma quantomeno dare l’idea di essere più di un semplice passatempo. Il rischio, altrimenti, è perdere credibilità agli occhi del lettore casuale che capita sulle sue pagine, e che magari visto il tono non ci torna più.

4) Nuovo nome e grafica. Anche qui si tratta di decidere insieme, e anche di fare qualche esperimento. Il nome per me potrebbe anche rimanere questo, ma credo che sia più opportuno, per marcare in maniera più netta il passaggio generazionale, inventarne uno nuovo. Sulla grafica bisogna smanettare fra le opzioni di Blogger e vedere un po’ cosa ne esce fuori. Secondo me deve essere abbastanza semplice, senza troppe esagerazioni, ma al tempo stesso completa.

A ciò aggiungo:

5) La tempistica degli articoli. Credo sia molto importante garantire un apporto costante di articoli per il sito. Vedere sempre post nuovi, nuove tematiche, nuovi argomenti, è indice di vitalità per il sito. Bisognerebbe evitare, per quanto possibile, l’abbandono progressivo dell’Accademia, che alla fin fine ha finito per ucciderla.
Ora, per “apporto costante” non intendo un ritmo da spaccarci la schiena, anche perché nessuno ha intenzione di dedicarsi anima e corpo a questo progetto. Secondo me l’ideale sarebbe offrire un paio di articoli alla settimana, più o meno uno ogni cinque giorni: in questo modo si offrirebbe del tempo per leggerli, ma allo stesso tempo ci sarebbe un costante aggiornamento del sito. Cosa ne pensate?

Il problema, ora, è trovare un attimo di tempo per ragionarci su e ricominciare a lavorare. Ora come ora credo che siamo tutti molto impegnati, chi per un motivo chi per un altro. Io, almeno fino alla fine del mese, sarò impegnato con l’ultimo terrificante esame. Direi che però, durante il mese di marzo, si potrebbe lanciare il blog e pubblicare la prima ondata di post. Voi che dite?

Il “tipo Wikipedia in rapporto a Nupedia” è molto calzante, complimenti al suo autore (che dimostra di aver letto con attenzione la mia tesi).

Ciao, e fateci sentire le vostre opinioni

giovedì 3 febbraio 2011

COME SALVARE L'ACCADEMIA DEGL'VMIDI?

I più affezionati fra i miei lettori ricorderanno (ne sono sicuro) un mio post dello scorso giugno, in cui annunciavo con fare molto convincente la nascita di un nuovo blog nella nostra piccola cerchia e invitavo tutti a leggerlo e a diventarne parte attiva. Quel blog si chiama L’Accademia degl’Vmidi, e purtroppo sta morendo.

Ricapitoliamo velocemente la situazione. Si decise di creare questo nuovo blog: molti argomenti di cui parlare, tanti articoli con cui comunicare le nostre idee, una piccola base di pubblico con cui cominciare a interagire, e soprattutto un progetto grafico avvincente. Fu lanciato a maggio, mese che, col senno di poi, non si rivelò una scelta particolarmente felice: in men che non si dica arrivò l’estate, e si sa, d’estate anche Internet va in vacanza. Il risultato, viste le aspettative della vigilia, fu piuttosto deludente: poco più di una decina di post pubblicati, e uno scarso successo di pubblico.

Ma chi l’ha detto che le ciambelle riescono col buco al primo tentativo? La storia del giornalismo (ho un esame lunedì, capitemi) è piena di grandi editori che, dopo fiaschi clamorosi, hanno indovinato il colpo della vita. Beh, io nel progetto dell’Accademia ci credo ancora. È vero, per lungo tempo non ho pubblicato niente: ma è solo perché ero impegnato a scrivere un best-seller, lo giuro!

Ora credo che sia giunto il momento per rilanciare il progetto. Penso che abbiamo tutte le carte in regola per riuscire a combinare qualcosa di buono. Certo, emergere nel convulso universo dei blog è impresa praticamente impossibile: ma, come già scrissi all’epoca, io mi accontenterei anche di poco. Per me un ottimo risultato sarebbe già aggregare una decina (ma anche qualche decina) di lettori fissi, quel minimo di pubblico in cui creare un’aspettativa e da cui ricevere un feedback di volta in volta. Poi magari, chi lo sa? The future is unwritten, come diceva Joe Strummer.

Quello che voglio fare con questo post è creare un dibattito. Mi piacerebbe che i lettori di questo blog (si anche tu, amico dei Paesi Bassi che ogni tanto passi di qua) si facessero un giro sull’Accademia degl’Vmidi. Che la esplorassero, leggessero qualche articolo, e poi esprimessero qui i loro giudizi. E, soprattutto, mi piacerebbe che ognuno proponesse qualcosa, la sua personale ricetta per migliorare e rilanciare il sito. Visto che so che siete timidi, darò io il buon esempio: ecco quello che, a mio parere, va fatto per «“il grande balzo in avanti” (e se non sapete cos’è cercate su Wikipedia)» (cit.)

Seconde me l’idea di fondo dell’Accademia degl’Vmidi è buona: un blog che sia un veicolo di trasmissione di cultura e conoscenza, scritto da più persone che si occupano da appassionati dei più disparati argomenti. Non un giornale, né un impegno assillante: ma soltanto un hobby e un modo per confrontarsi con gli altri. Ecco, questo è lo spirito che deve permanere nel progetto. Ci sono, però, alcune cose che modificherei.

1) Ripensandoci oggi, credo che sia stato un errore aprirsi da subito a così tanti argomenti; forse sarebbe stato meglio partire da un nucleo più piccolo di tematiche, per poi allargarsi in seguito. Ho come l’impressione che così il blog sia un po’ troppo dispersivo. È vero, ci sono quattro macro-sezioni che indirizzano parzialmente il lettore: però alcune di esse sembrano spaesare più che aiutare (perché separare lo spettacolo dall’arte e dalla letteratura? E perché accorparlo con l’attualità?), senza contare che nella home le categorie sono tutte visibili. Proposta: concentrarci su una rosa minore di argomenti. Io, a gusto mio, penso che sia opportuno rimanere ancorati all’area culturale: da un lato quella popolare (musica, cinema, letteratura; le recensioni, se date un’occhiata, vanno per la maggiore), dall’altro quella “alta” (linguistica, storia e così via). Il resto (attualità, sport, forse anche i viaggi) lo accantonerei, almeno in questa prima fase della rinascita.

2) Rivedere un po’ la grafica. Lo sfondo nero mi solleticava all’inizio: mi era sempre piaciuto, dopotutto, soprattutto ripensando ai tempi d’oro del blog francescoohiano. Però alla lunga devo dire che risulta un po’ pesante, e affatica la lettura. Inoltre, credo che la home page sia eccessivamente affollata: per quanto alcuni elementi siano fantastici (il plug-in di Facebook, la nuvola di etichette), altri li ritengo un po’ superflui (le slide, il motore di ricerca interno, e lo spazio che riepiloga i commenti). Proposta: effettuare un restyling, ma mi rendo conto che in questo caso è anche una questione di gusti personali.

3) E qui arrivo al punto più doloroso. Senza fare polemiche, premetto che esprimo soltanto il mio semplice punto di vista: a mio parere, bisognerebbe scegliere un altro nome. L’Accademia Degl’Vmidi mi rimanda ai circoli intellettuali del Settecento, oppure a una qualche setta di idraulici dedita al sovvertimento della società. Ecco, mi sembra che abbia scarso appeal, almeno per quello che dovrebbe essere il blog: ho come l’impressione che allontani il pubblico, piuttosto che avvicinarlo, e gli dà un’aura di snobismo che invece il progetto non ha e non ha mai avuto. Proposta: bisognerebbe cercare un nuovo nome per la blog-zine. Purtroppo, mi adeguo al comportamento maleducato di tutti quelli che criticano: non propongo. In realtà non ho avuto neanche molto tempo per pensare a qualche alternativa, ma aspetto prima di vedere cosa ne pensano gli altri su questo punto.

Ovviamente queste sono – ripeto – le mie idee personali. E nello stesso tempo sono proposte per tutti voi, perché l’Accademia è da sempre stata aperta alla collaborazione di chiunque lo volesse. Confido che l’interesse in questo progetto sia ancora vivo, da qualche parte, in tutti coloro che vi hanno collaborato; allo stesso modo, spero che coloro che non ne sapevano nulla si siano quantomeno interessati. La porta è aperta, entrate.

Che il dibattito abbia inizio. (quanto ci divertiamo se ci sono 0 commenti?)
 
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