Una volta venne pure uno a farci una lezione sul brainstorming. Era un tipo simpatico, giovane e nerd, con una t-shirt di Star Wars che gli avrei fregato volentieri. La classica persona che poi all’esame ti frega.
Beh, ci disse che nel brainstorming l’importante è non avere paura di dire cose stupide. Bisogna lanciarsi, proporre le proprie idee, farle sentire agli altri. Poi magari qualcuno migliora quello che tu hai fatto, oppure tu perfezioni le cose degli altri: funziona così, tutti lavorano insieme, e alla fine in genere esce fuori qualcosa di accettabile e universalmente condiviso.
Matteo ha ragione: ci serve un nome, e ci serve subito. Al resto penseremo dopo. I nomi e i titoli sono fondamentali. Vi confesso che io non riesco a scrivere niente se prima non gli do un titolo: lo so che è sbagliato, ma è più forte di me, delimita il mio campo d’azione.
Qui di seguito elencherò i nomi per l’Accademia 2.0 che sono usciti fuori oggi pomeriggio dalle riflessioni di Valeria e me. Alcuni sono ridicoli, altri affascinanti: cercate di non ridere, e fateci sapere quali sono quelli che vi piacciono di più. Ma, soprattutto, ricordate una cosa: la lista è incompleta. Mancano le vostre proposte.
- La falsariga / Sulla falsariga. Subdolamente copiato dal blog di Cavicca, è vero. Per altro non so neanche bene cosa possa significare: sulla falsariga di chi o cosa? Boh, è solo che mi suona bene. Sarebbe perfetto per un gruppo indie nostrano. Ma forse non per l’Accademia 2.0
- L’arca di Noé. Valeria propone questo titolo, abbinabile ad alter ego animali che ci andrebbero ad identificare. Non so, ci sarebbero problemi di copyright con le Creative Commons (battutona da nerd, su)
- L’angolo dei… / La tana dei… E infinite altre variazioni sul tema. Il problema è come riempire quei puntini: con che parola ci potremmo definire? Si accettano suggerimenti per completare la frase.
- L’angolo del caffè. Questa proposta nasce da diverse suggestioni. Personalmente, mi affascinava l’idea di inserire la parola “caffè” nel titolo: non perché sono napoletano inside, ma perché mi richiama alla mente le riviste intellettuali del Settecento. Ecco appunto, forse suona troppo intellettualoide. Valeria aggiunge invece che un titolo del genere alluderebbe al fatto che il blog potrebbe essere letto agevolmente durante una pausa caffè. Che ne pensate?
- Amici di penna. Questo titolo fa invece riferimento al fatto che il blog è scritto da persone che si trovano fisicamente lontane, ma che sono accomunate dallo scrivere sullo stesso sito. L’idea non è male ma, come immaginabile, una veloce ricerca in Google ci ha fatto capire che è un’espressione fin troppo comune: il nostro blog affogherebbe.
- L’amaca. Esprime l’idea di relax e piacevole passatempo. Una volta avevo un’amaca in giardino, sapete? Ce l’avevano portata da qualche Paese sudamericano, credo. Forse però come titolo manca un po’ di personalità.
- La palafitta. Perché il blog emergerebbe dalle acque confuse della rete, proprio come fa una palafitta. In quanto a personalità, però, vedi sopra.
- Il bazar / Il bazar dei pensieri. Attenzione, perché questo non ci sembra affatto male. Oltre al fattore esotico, che non guasta mai, il bazar esprime l’idea di una serie di oggetti – anche molto differenti – ospitati nello stesso posto (questa è di Valeria, ma mi è piaciuta moltissimo): esattamente quello che vorremmo fare noi con le varie categorie. Non ci convince del tutto quel “dei pensieri”, ma “il bazar delle idee” esiste già secondo Google… Qualche alternativa?
- I cojoti. Questo è magnifico. La gente ci potrebbe scrivere cose tipo: “A cojoti! Ma che state a fa’ su ‘sto sito?”. Farebbe bene alla nostra autostima.
Sarebbe carino, secondo noi, anche aggiungere un sottotitolo che descrivi in modo semplice e incisivo il progetto. Però forse è meglio fare un passo alla volta.
Commentate numerosi queste idee, e poi fate nuove proposte. Ricordate: l'idea migliore è quella che ancora non è stata lanciata (immaginatemi nei panni del vecchio saggio delle tartarughe ninja mentre dico quest'ultima frase)
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12 anni fa
