La verità è che adoro gli articoli riepilogativi. Poco importa che siano post di un blog o articoli giornalistici: mi piacciono, e considero la loro lettura un tempo ben speso. Non lo scorso anno, magari, quando siamo stati inondati da bollettini di analisi del decennio; ma questa volta, con appena dodici mesi da ricordare, la cosa è più che fattibile.
Nello scrivere un post di questo tipo, non posso non confrontarmi con lo spettro di Francescooh. Il suo intervento di fine 2007, su Mod, resta tuttora uno dei più memorabili esempi di riepilogo annuale che io abbia mai letto. Non solo aneddoti e fatti personali, ma anche uno struggente senso di malinconia e fatalità, segno del tempo che passa e non perdona; il tutto condito dall’ironia che caratterizzava il suo blog e la sua persona, e dal finale più spettacolare che sia mai stato scritto (“Buona notte e buone botte da Celebrity Deathmach”). [Sembra un’elegia funebre in effetti… Tranquilli, Francescooh è vivo e vegeto. Credo]
Il fascino dei riepiloghi di fine anno è tutto qui: voltarsi indietro a guardare quello che ci siamo appena lasciati alle spalle. Siamo tutti affascinati dal passare del tempo, è inutile girarci attorno: è la rappresentazione più essenziale e immediata della fragilità umana.
Per cosa ricorderemo il 2010, quindi? Non voglio fare l’elenco dei soliti minatori cileni, del disastro ambientale nel Golfo del Messico e della vittoria spagnola al Mondiale sudafricano, ma mi piacerebbe rimanere in una cerchia più ristretta, essenzialmente basata su quello che mi pare.
Il 2010 è stato l’anno del declino colossale dei blog. Certo, è stato aperto quel capolavoro di Monkeytana, ma nel complesso il panorama si è ulteriormente impoverito. Che questa forma espressiva stia scomparendo altrettanto velocemente di come si è affermata? Personalmente spero di no. I blog hanno ancora molto da dire, se si ha qualcosa da dire ovviamente. La mia idea è che ad una prima ondata di euforia collettiva (2004-2008), che ha spinto un po’ tutti ad aprirne uno, seguirà una fase di stabilizzazione e ridimensionamento (iniziata nel 2009), che ridurrà notevolmente il numero dei blog, a beneficio della loro qualità e completezza. Speriamo bene.
Intanto, nella nostra piccola cerchia, si sono verificati fatti importanti. WR! ha lasciato il posto a Abbasso Roccarina!: il Rocca è così diventato il primo ad effettuare un aggiornamento della propria immagine sul web (il primo a farlo in maniera duratura, almeno, visto che tentativi analoghi si erano risolti in bolle di sapone); è il blog più letto e commentato del giro, forte di un pubblico di lettori affezionati e occasionali visitatori mitteleuropei (smettereste di frequentare Matteo, se sapeste quello che mi racconta quando siamo soli).
A metà anno, c’è stata l’esperienza dell’Accademia degl’Vmidi. Esperienza che è ancora in corso, ma che ora come ora sembra lontana da una piena affermazione. Io stesso vorrei dedicarle più tempo, ma le cose da fare sono tante e non sempre c’è tempo per tutto. Auguri Accademia, ce la puoi fare.
Fra le cose positive c’è stata anche l’apertura di Funambolicamente sulla falsariga. Resta un mistero il suo clamoroso abbandono dopo pochi mesi di vita. Dai Cavicca, ci mancano i tuoi pungenti commenti!
Al declino dei blog si è accompagnato il consolidamento di Facebook. Continuo ad essere uno dei pochi che si oppone al social network, nonostante abbia visto cadere mese dopo mese altri illustri antagonisti sotto i colpi del “Mi piace” (vero Gianfranco?). Resta da vedere come si sta evolvendo Fb. Matteo, qualche giorno fa, mi ha fatto una lucida analisi critica di Facebook, confermandomi che anche lì è cominciata la fase discendente. Fisiologico, direte voi. Era ora, direi io.
Restando in ambito web, questo è stato l’anno in cui ho scoperto Il Post. Trattasi essenzialmente di un sito di informazione (non lo definirei proprio un giornale online): difficile da descrivere, è molto più intuitivo se ci andate sopra e vi ci fate un giro. Troverete un po’ di informazione alternativa, notizie curiose, approfondimenti e commenti su quello che passa in maniera cronachistica sui media mainstream. Occhio che è di sinistra, eh!
Il film più bello dell’anno? Toy Story 3. Senza rivali, oltretutto. Andatevi a rileggere la mia recensione pubblicata sull’Accademia degl’Vmidi: i motivi del successo stanno tutti lì. Ripensando al volo alle pellicole degli ultimi mesi, mi è piaciuto molto anche Shutter Island: la critica non lo ha gradito molto, ma secondo me funziona e sorprende (almeno a una prima visione; ho come l’impressione che la seconda volta perda qualcosa). Il miglior film italiano è stato senza dubbio Basilicata Coast to Coast: un raro esempio di cinema nostrano che riesce ad essere originale, divertente e profondo nello stesso tempo; e lo fa, paradossalmente, esaltando il provincialismo più provinciale che c’è, utilizzandolo per andare oltre il semplice svolgimento del racconto.
Si allunga, purtroppo, la lista dei film-che-avrei-voluto-vedere-e-non-ho-visto: Inception, The Social Network, Amabili Resti e L’esplosivo piano di Bazil sono quelli di cui più sentirò la mancanza. Potevo risparmiarmi Avatar e il suo inutile 3D, in effetti, ma dovevo vederlo per avere la conferma che non mi sarebbe piaciuto.
L’evento editoriale dell’anno è stato Romanzo?, opera prima del giovane scrittore Matteo Roccarina. La sua originale formula distributiva ne farà un piccolo oggetto di culto, ve lo dico io. A tal proposito, nel 2011 mi riprometto di acquistarlo anche io.
Infine, piccolo spazio schritorio. Nel 2010 ho completato un progetto cui stavo lavorando da un po’, e che ora è in fase di rilettura. Al momento sono impegnato in qualcosa di più piccolo e concreto, prima di lanciarmi in una nuova impresa a lunga scadenza. Avrete presto mie notizie.
Buon anno nuovo
Persino Milano può essere low cost
11 anni fa


