lunedì 26 luglio 2010

NE SEI PROPRIO SICURO?

Certe volte mi dimentico di cose talmente belle che meriterebbero di essere scolpite nell’immortalità. L’altra sera sono uscito a Terracina con Valeria, il Rocca, il Cavicca, mio fratello, e parte del gruppo d’uscita terracinese. Beh, seduto sul muretto del lungomare (non sotto, come proponeva di fare Jacopo ai tempi) mi sono fatto tantissime risate. Innanzitutto ho scoperto che la vita di Cavicca è un telefilm americano, e di ciò me ne compiaccio. Poi mi hanno fatto ricordare di una cosa: come ho fatto a dimenticarmi di una storia come quella del “C’è Tizio Caio?” “No” “Ne sei proprio sicuro?”. Meno male che c’è la memoria degli amici, e meno male che ci sono i blog: sono andato a ricontrollare un post di WR! di un anno fa (quello del 25 agosto 2009, per chi volesse andarselo a cercare), in cui il Rocca descrive magistralmente il trip mentale che il racconto del Cavicca gli aveva ispirato; e poi ho letto i commenti al post successivo, che valgono tanto oro quanto pesano. Bello, bello, bello.

Tutto ciò mi ricorda due cose (occhio alla struttura del post!):

1) Qualche giorno fa (parecchi giorni fa) siamo usciti per Roma. Anche quella è stata una bella serata, e mi ero ripromesso di scrivere due righe sul blog: lo faccio ora, varrà lo stesso. Eravamo io, Valeria, Jacopo, Andrea, Tiziano, Tiziana e Gabriele, feat. Livio nella prima parte. Mentre io e Valeria aspettiamo la banda fuori dalla metro Barberini, tre persone in rapida successione ci chiedono dove si trova la Fontana di Trevi. Ma davvero, intendo proprio uno dietro l’altro. Per me era anche un deja vù: pochi giorni prima mi era successa la stessa cosa a Borgo Montenero, quando due camionisti mi avevano chiesto – nel giro di un minuto – delle indicazioni stradali.
La serata è proseguita con il Burger King e con un giro notturno per il centro. Tiziana e Gabriele ci hanno portati in una bellissima libreria specializzata in cinema, di cui mi sono anche prontamente scordato il nome. Vendono anche le locandine, compresa quella del film Pasto nudo: io e Andrea ci siamo scompisciati. Poi siamo finiti a Campo de’ Fiori e a Piazza Farnese, a parlare sotto a un palazzo. Gabriele e Tiziana hanno riaccompagnato a casa me e Valeria in macchina, e io mi sono ricordato di quella volta (a.C.) che Gabriele non riusciva a ritrovare il posto in cui aveva parcheggiato l’auto, perché il Lungotevere è tutto uguale. Sono questi dettagli che fanno grandi i libri, ed è per questo che il libro della nostra vita sarà il più bello di tutti.

2) Sabato 10 luglio WR! ha chiuso i battenti. Come scrivevo qualche post fa (“Breve antistoria dei blog” del 24 maggio), quel blog è stato il primo aperto da noialtri, ed ovviamente è stato il nostro ispiratore (per chi più, per chi meno). Mi rammarico della sua chiusura, ma la comprendo pienamente: come afferma il suo autore, quel blog era ormai divisibile in ere geologiche. WR! va a fare compagnia a Mod nel paradiso dei blog: torniamoci su, quando ogni tanto vogliamo ricordarci come eravamo.
Però non disperate. Qualcosa mi dice che ben presto il Rocca aprirà un nuovo blog. Anzi, se avete un minimo di intraprendenza, forse riuscirete a scovarlo già da ora…

Ecco, questo era quello che volevo scrivere. Cosa faccio però durante queste vacanze? Beh, oltre a riposarmi e a fare un po’ di mare, scrivo. Scrivo la tesi, e procedo con regolarità; mi sorprendo a scoprire sempre nuovi aspetti di Wikipedia, e a volte credo di stare pian piano diventando il massimo esperto italiano in materia. Scrivo anche altro, almeno da alcuni giorni: se riesco a mantenere questo ritmo ce l’ho fatta.
Ho letto Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie. Bello, intrippante ‘na cifra, però inferiore a Dieci piccoli indiani, che poteva vantare un’atmosfera veramente inquietante e avvincente, di gran lunga superiore a quella del vagone Istanbul - Calais.
In questo momento sto leggendo la miniserie a fumetti Caravan, sceneggiata da Medda, pubblicata dalla Sergio Bonelli Editore, e gentilmente prestatami dal Rocca. Sono arrivato al quinto di dodici albi, e mi sta appassionando tantissimo. Non amo particolarmente i fumetti, però devo ammettere che lo scenario tratteggiato da Caravan ha qualcosa che ti inchioda e ti fa morire dalla voglia di sapere come andrà a finire. È anche vero che è pieno di stereotipi, e sembra un telefilm americano perfino più della vita di Cavicca. Staremo a vedere come si evolverà. Intanto, vi ricordo che sull'Accademia degl'Vmidi è stata pubblicata una sua recensione: se vi interesse l'argomento leggetela.
Infine, lavoro anche un po’. Domani e giovedì, e poi il 2 e il 5 agosto, io, Valeria e Jacopo ci dilettiamo a fare le maschere in delle serate di musica classica organizzate a Sabaudia. L’anno scorso è stato uno spasso, e ancora oggi ricordiamo i folkloristici personaggi che ci vennero a fare visita. Ehi, ma praticamente in ogni cosa che facciamo c’è qualcosa da ricordare: ma sarà mica così per tutte le persone?

Fatevi sentire, commentate con qualsiasi messaggio, che mi fa piacere sentirvi. Un saluto a tutti.

giovedì 8 luglio 2010

VA TUTTO BENE

Beh, è da tanto tempo che non aggiorno il blog. Negli ultimi tempi ho avuto un bel po’ di cose da fare, quindi inevitabilmente ho trascurato questi lidi. Vediamo un po’ se vi riesco ad aggiornare sugli ultimi eventi e sulle novità.

Il 28 giugno ho finito gli esami. Tutti quelli della triennale. Ancora non mi sono reso conto di cosa significhi tutto ciò (e forse non significa proprio un bel niente). Quel che so è che ora sono in vacanza: dopo l’ultimo esame sono crollato, mi è arrivata addosso tutta la stanchezza di un mese.
Ora è il turno della tesi. L’ho finalmente cominciata a scrivere – questa volta davvero, dopo diversi annunci rivelatisi farlocchi. Sarà perché l’argomento mi piace, sarà perché posso dedicarmi ad essa con molta calma, ma devo dire che finora me la sto cavando bene. Prima di cominciare temevo di non avere molto da scrivere: la magica soglia delle 70 cartelle sembrava molto, ma molto lontana. Invece, già dal primo capitolo, concetti e parole vengono fuori quasi spontaneamente: io mi devo solo limitare a trascriverli in italiano. Bene così.

Il 5 luglio sono andato a vedere la seduta di laurea di P. È stato un pomeriggio piacevole, un’occasione per vedere parte degli amici dell’università prima delle vacanze estive. Ci siamo divertiti un sacco, ma noi ci divertiamo sempre: basta mettere insieme le persone giuste. Con molta gente, tra l’altro, non sarò più compagno di corso, quindi inevitabilmente dovremo vederci nei ritagli di tempo. Comunque la discussione della tesi è brevissima: praticamente solo il tempo di aprire bocca e parlare di un argomento. È un po’ deprimente, dopo tutto il lavoro che uno fa, ma d’altra parte non possiamo farci niente. Buono studio a chi ci è ancora invischiato, e buone vacanze a tutti gli altri.

SUDAFRICA 2010
Concludo qui la mia trilogia ideale sui mondiali, composta anche dai due post immediatamente precedenti a questo. Sono contento che la finale sia Spagna – Olanda. Quando la nazionale per cui si tifa viene eliminata, per me conviene sempre tifare per quelle che hanno vinto meno titoli: quindi questa finale inedita – preludio a un vincitore altrettanto inedito – è una manna dal cielo. Io tifo Olanda, squadra che ho eletto mia favorita dopo l’eliminazione di Italia e Australia. La formazione olandese mi ha sempre affascinato, un po’ per essere stata la coprotagonista della più bella partita dell’Italia che io abbia mai visto (la famosa semifinale di Euro 2000), un po’ perché mi piace la sua divisa (dai, l’arancione sta bene agli olandesi).

Le partite memorabili di questo mondiale? Mmm, così a caldo non me ne vengono in mente molte. Direi senza dubbio Uruguay – Ghana (Suarez, l’attaccante che al 122’ ha parato sulla linea un gol praticamente fatto, è diventato anche il mio eroe nazionale) e Uruguay – Olanda (il finale è stato al cardiopalma, e l’Olanda ha rischiato grosso). Evviva l’Uruguay allora!

Per cosa ricorderemo questo mondiale? Mah, è ancora troppo presto per dirlo. Matteo si riferiva a Germania 2006 affermando che si trattava di cronaca e non di storia, quindi un discorso all’ennesima potenza vale per una competizione che è ancora in corso. Io però ci provo lo stesso. Lo ricorderemo per le proteste dei portieri sullo Jabulani (almeno fino al prossimo Mondiale, quando introdurranno un pallone ancora più leggero e di questo rimarrà traccia solo su Wikipedia). Lo ricorderemo per le vuvuzela (almeno fino a quando non verranno introdotte un po’ in tutte le manifestazioni sportive – e già tremo al pensiero di una loro commercializzazione fuori dagli stadi italiani). Alcuni lo ricorderanno per il flop delle grandi squadre (dimenticandosi che Germania e Spagna – e pure Olanda, và – sono arrivate nella top 4), o per quello dell’Italia (ma ci sta bene; e comunque la vittoria del 2006 era stata troppo pompata). Io sicuramente lo ricorderò per la differenza climatica fra il nord e il sud del mondo (fenomeno che ovviamente conoscevo già, ma di cui non mi ero mai reso veramente conto) e – ma si! – anche per la Waka Waka. Per ora dico questo, in futuro questo Mondiale me lo ricorderò meglio. Ciao ciao Sudafrica 2010.

UNA NOVITÁ LETTERARIA
Quando ero un introverso studente del quarto ginnasio, due miei compagni di classe, Matteo e Andrea, scrissero un libro. L’anno dopo fecero il bis, mentre anche io mi cimentavo nella scrittura (con risultati risibili). Poi ne scrissero addirittura un terzo, più lungo, più articolato, e senza dubbio più ambizioso. Si intitolava Il Kalotricoferone, e oggi questa loro terza fatica è stata (auto)pubblicata presso Ilmiolibro.

A questo link potete trovare la pagina del libro sul sito in questione, con tanto di una breve anteprima delle prime pagine. Costa 20 euro: un po’ tanto, ma io ve lo consiglio: supporterete un promettente duo di scrittori, che si è già rimesso al lavoro in tandem per un’altra opera. Ah, un’appendice di questo libro l’ho scritta io (non so se questo possa invogliarvi, in realtà).

LA NOSTRA BLOGOSFERA
L’Andrea di cui sopra ha aperto un nuovo blog, mandando in pensione Der Blaue Blog (abbandonato già da un po’ in realtà): quello nuovo lo trovate nella colonna qua a fianco, sotto il nome di Perryblog. Ha una bella grafica pixellosa molto primi anni ’90: si intravede lo stile del primo Monkey Island, ma ancora di più quella di alcuni platform alla Supermario. Anche il resto della grafica mi piace molto, con quella serie di slide sulla destra e l’orologio digitale. Spero solo che questo blog venga aggiornato più frequentemente del precedente… Coraggio!

Ho avuto anche un incontro con Matteo la scorsa settimana. È sempre molto piacevole parlare con lui, anche se abusa di Facebook in un modo che a volte mi preoccupa. Ho sentito parlare di questa Festa della Vendemmia: si preannuncia interessante, anche se mi mancheranno le corse nei campi di granturco. Ti aspetto periodicamente a casa mia questa estate, dai.

Mi appare evidente, in ogni caso, che l’arrivo dell’estate come sempre ha rallentato il mondo dei blog. Vabbè, è normale: la gente va al mare, va in vacanza, oppure lavora, e quindi ha ben poco tempo da dedicare a Internet. Però comunque continuerò ad aggiornare questo spazio. Continuate anche a leggere e supportare l’Accademia degl’Vmidi: anche lì il ritmo è calato, ma le menti del nostro ufficio marketing prevedono un rilancio nel mese di settembre. Restate collegati.
 
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