Ieri sera stavo tornando a casa, percorrendo in macchina la Mediana. Prima o poi vi racconterò di come ritengo che la Mediana – Tiziano drizza le orecchie: questa suggestione è per te – sia la Route 66 di casa nostra, ma ora voglio parlarvi d’altro.
Dunque, stavo tornando a casa e ascoltavo Virgin Radio.
La storia di come scoprii Virgin Radio meriterebbe quantomeno una miniserie a fumetti sceneggiata da Medda (a proposito: avete letto l’ultimo post dell’Accademia degl’Vmidi? Parla di fumetti, potrebbe interessarvi). Correva l’estate del 2007, la prima con la patente, ed avevo l’abitudine di andare a mare a Sabaudia con mio fratello e Jacopo. Un giorno, stanchi della solita musica, ci mettemmo a girare fra le varie frequenze: trovammo Virgin, una radio che faceva solo rock, e cominciammo ad ascoltare solo quella. In realtà col passare degli anni è peggiorata non poco: ha introdotto pubblicità e dj, elementi quasi totalmente assenti alle origini, e alla fin fine trasmette sempre le stesse canzoni. Per di più, per qualche inspiegabile motivo, una volta valicato il ponte di Porto Badino (quello che la domenica pomeriggio si intasa per la gente che va a vedere le partite allo Stonehenge) il segnale si perde irrimediabilmente: tant’è che una volta si era diffusa la voce che non uscivamo più a Terracina perché lì non si sente Virgin Radio.
Insomma, ascoltavo la radio e a un certo punto parte l’inconfondibile melodia di Enjoy the silence dei Depeche Mode. Capisco subito che non è la versione originale, bensì una cover: e mi aspettavo di sentire quella più famosa, ad opera dei Lacuna Coil (che non mi piace granché). Invece no: parte un bel sound rock alternativo, di quelli che piacciono a me, per altro con un arrangiamento molto originale e mai sentito prima. Mentre la notte, le serre e i campi sfrecciano via ai lati della macchina, mi riprometto di cercarla su Internet.
Stamattina, per pure caso, capito sul sito Ibs (che ho scoperto oggi e devo assolutamente esplorare e frequentare di più). Distrattamente, noto che fra i dischi in evidenza c’è If I Had Hi-Fi dei Nada Surf. Costoro sono un gruppo di cui conosco solo una canzone, però comunque mi incuriosisce l’uscita di un loro nuovo album e ci clicco sopra. Beh, cosa scopro? Sono proprio loro gli autori di quella cover che ho sentito ieri sera. Il loro ultimo album contiene solo rifacimenti di canzoni altrui, e la traccia numero 2 è proprio Enjoy the silence! Pazzesco, dai. Comunque la loro interpretazione musicale del pezzo è davvero bella: vi lascio il link alla canzone.
L’ANGOLO DEI MONDIALI
Nonostante il ritmo assurdo dei miei esami, che si susseguono l’uno dopo l’altro, ho trovato del tempo per vedere qualche partita dei mondiali. Ecco le mie impressioni dopo la prima giornata dei gironi:
- L’Italia ha la solita fortuna. Il pareggio della Nuova Zelanda contro la Slovacchia è stata pura follia, ma ci facilita enormemente le cose. Resta da vedere fin dove potremo arrivare contando solo sulla buona stella, visto che la partita col Paraguay è stata veramente inguardabile (al contrario di quanto affermato dalla maggior parte della faziosissima stampa nostrana, commentatori Rai e Sky in primis)
- La Germania (se così si può chiamare quella squadra, dove aumentano sempre di più gli oriundi e i naturalizzati) mi ha impressionato, contro ogni mia previsione. Giovane e scattante, sbaraglierà la concorrenza (se non in questa edizione, almeno nei prossimi dieci anni: peraltro sta vincendo tutto il vincibile a livello under 17 e under 21….)
- Brasile, Argentina e Inghilterra non mi sono piaciute. Questo è il peggior Brasile che io ricordi: non solo non è spettacolare, ma non mi sembra neanche poi così forte. Nell’Argentina gioca Juan Sebastian Veron; Juan Sebastian Veron; nel 2010, a un Mondiale, Juan Sebastian Veron. L’Inghilterra resta la migliore di questo terzetto, anche se mi aspetto sicuramente di più da quella squadra. Mi aspettavo di più anche dall’Olanda, a dire il vero.
- La Spagna? No comment… Per la Svizzera vale lo stesso discorso fatto per la Germania: fra italiani, curdi, e africani non ci si capisce più niente in quella rosa.
- Fra le africane la migliore per me è la Costa d’Avorio. Mi spiace per il Sudafrica: rischia di essere ricordata come l’unica squadra ospitante a non aver superato la fase a gironi. Strano a dirsi, il Giappone ha fatto una partita buona: ma forse è stato solo un caso.
Comunque ho preso una decisione: se mai diventerò famoso, scriverò un libro sui Mondiali di Calcio. Sarà un’opera monumentale, piena di aneddoti, curiosità e ricordi. E che, ovviamente, raggiungerà nuove vette di epicità
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11 anni fa
