Finita la sessione invernale di esami, posso di nuovo dedicare un po’ di tempo a questo blog. Ho una decina di giorni di vacanza, poi dai primi di marzo sarò di nuovo a Roma per seguire i corsi. È l’ultimo semestre della laurea triennale: capite quanto ci stiamo facendo vecchi?
Vorrei riprendere a scrivere. Devo dire che il sito Novel Gate (quello che vi consigliavo nello scorso post) mi provoca un po’ di invidia: beati voi che riuscite a elaborare qualcosa e riuscite a terminarlo! La scrittura di un racconto mi sembra molto più difficile rispetto a quella di un romanzo: lo spazio è tiranno, devi concentrare tutto in una manciata di pagine e devi dettare i tempi nel modo giusto. Personalmente, lo trovo un genere difficile, quindi complimenti ai giovani autori pubblicati sul sito. In realtà devo ancora trovare il tempo per leggere i racconti del portale, e probabilmente lo farò nei prossimi giorni. Per ora mi sono limitato a dare una veloce occhiata ai commenti, e a quanto pare negli ultimi tempi, complice anche la pubblicità, c’è un bel po’ di gente che gira su quel sito. A volte l’atmosfera che si respira nei commenti è quella di un blog tra amici, tipo i nostri: il che in certi casi mi sembra appropriato, in altri un po’ meno. Comunque sono un supporter del sito.
Tra le canzoni di Sanremo ce n’è una intitolata La cometa di Halley, cantata da Irene Grandi. Tranquilli: non voglio farvi l’analisi del festival, delle canzoni e dei cantanti. Ma solo raccontarvi un aneddoto.
C’è stato un tempo in cui a casa mia si facevano gli Halo Party. Sembra ieri, e invece sono già passati quattro anni. Tremendo, vé? Beh, durante uno di questi Party a na certa ci mettemmo a giocare a Pictionary. La sfida fra le due squadre era punto a punto (anzi, casella a casella). Alla fine erano entrambe a un solo passo dalla vittoria, e si decise di concluderla in modo definitivo: chi avesse vinto l’ultima carta, avrebbe trionfato definitivamente. Vengono chiamati a disegnare i due studenti del “Liceo” Artistico, Jacopo e Francescooh. Tensione alle stelle, mani sudate, sguardi tesi. Viene pescata la carta, e dopo un rapido sguardo i due disegnatori esclamano: “Ma no! È facilissima, dai! Non è possibile!” “Questa la indovinate subito!” “È troppo facile!”. In effetti, si trattava della parola ‘Stella cometa’: quanto di più facile si possa pensare di disegnare. Parte la clessidra, passano due secondi, i due disegnano la stessa identica cosa. Cominciano a piovere i vari ‘stella’ e ‘stella cadente’. Poi l’indimenticabile Jimmy Cuffietta (chissà che fine ha fatto? Comunque ho visto che sta su Facebook) se ne uscì con un convintissimo: “Cometa di Halley!”. Pausa. Consapevolezza. (citazione necessaria). La squadra di Jimmy Cuffietta perde. Francescooh lo guarda esterrefatto, poi commenta: “Cometa di Halley… Ma vaffanculo, va!”
Momenti che non torneranno mai più, gente.
Mattè, lo so: ad Hattrick faccio schifo. Però gioco con schemi spregiudicati pur di allenare il più alto numero di giocatori possibile. Punto tutto sulla prossima stagione: se andrò male anche in quella, allora appenderò Hattrick al chiodo. Ah, complimenti per il tuo primo punto ufficiale.
Persino Milano può essere low cost
12 anni fa
