sabato 20 febbraio 2010

RAGAZZI, NON LA SMETTEVAMO PIÚ DI RIDERE

Finita la sessione invernale di esami, posso di nuovo dedicare un po’ di tempo a questo blog. Ho una decina di giorni di vacanza, poi dai primi di marzo sarò di nuovo a Roma per seguire i corsi. È l’ultimo semestre della laurea triennale: capite quanto ci stiamo facendo vecchi?
Vorrei riprendere a scrivere. Devo dire che il sito Novel Gate (quello che vi consigliavo nello scorso post) mi provoca un po’ di invidia: beati voi che riuscite a elaborare qualcosa e riuscite a terminarlo! La scrittura di un racconto mi sembra molto più difficile rispetto a quella di un romanzo: lo spazio è tiranno, devi concentrare tutto in una manciata di pagine e devi dettare i tempi nel modo giusto. Personalmente, lo trovo un genere difficile, quindi complimenti ai giovani autori pubblicati sul sito. In realtà devo ancora trovare il tempo per leggere i racconti del portale, e probabilmente lo farò nei prossimi giorni. Per ora mi sono limitato a dare una veloce occhiata ai commenti, e a quanto pare negli ultimi tempi, complice anche la pubblicità, c’è un bel po’ di gente che gira su quel sito. A volte l’atmosfera che si respira nei commenti è quella di un blog tra amici, tipo i nostri: il che in certi casi mi sembra appropriato, in altri un po’ meno. Comunque sono un supporter del sito.

Tra le canzoni di Sanremo ce n’è una intitolata La cometa di Halley, cantata da Irene Grandi. Tranquilli: non voglio farvi l’analisi del festival, delle canzoni e dei cantanti. Ma solo raccontarvi un aneddoto.
C’è stato un tempo in cui a casa mia si facevano gli Halo Party. Sembra ieri, e invece sono già passati quattro anni. Tremendo, vé? Beh, durante uno di questi Party a na certa ci mettemmo a giocare a Pictionary. La sfida fra le due squadre era punto a punto (anzi, casella a casella). Alla fine erano entrambe a un solo passo dalla vittoria, e si decise di concluderla in modo definitivo: chi avesse vinto l’ultima carta, avrebbe trionfato definitivamente. Vengono chiamati a disegnare i due studenti del “Liceo” Artistico, Jacopo e Francescooh. Tensione alle stelle, mani sudate, sguardi tesi. Viene pescata la carta, e dopo un rapido sguardo i due disegnatori esclamano: “Ma no! È facilissima, dai! Non è possibile!” “Questa la indovinate subito!” “È troppo facile!”. In effetti, si trattava della parola ‘Stella cometa’: quanto di più facile si possa pensare di disegnare. Parte la clessidra, passano due secondi, i due disegnano la stessa identica cosa. Cominciano a piovere i vari ‘stella’ e ‘stella cadente’. Poi l’indimenticabile Jimmy Cuffietta (chissà che fine ha fatto? Comunque ho visto che sta su Facebook) se ne uscì con un convintissimo: “Cometa di Halley!”. Pausa. Consapevolezza. (citazione necessaria). La squadra di Jimmy Cuffietta perde. Francescooh lo guarda esterrefatto, poi commenta: “Cometa di Halley… Ma vaffanculo, va!”
Momenti che non torneranno mai più, gente.

Mattè, lo so: ad Hattrick faccio schifo. Però gioco con schemi spregiudicati pur di allenare il più alto numero di giocatori possibile. Punto tutto sulla prossima stagione: se andrò male anche in quella, allora appenderò Hattrick al chiodo. Ah, complimenti per il tuo primo punto ufficiale.

mercoledì 10 febbraio 2010

QUASI MEZZANOTTE

Ma perché mai mi è venuto in mente di aprire un blog a inizio gennaio, con tutta la sessione di esami davanti?
Mah, sta di fatto che in questo periodo ho davvero poco tempo da dedicarvi, né per pensare al contenuto dei post né per pubblicarli. Mi limito a fare questo piccolo aggiornamento, quindi.

Evviva il cinema a 2,50 €! L’altra sera io e Valeria siamo andati a vedere Tra le nuvole. Mi è piaciuto, pur non essendo di certo un capolavoro. È un film che ci mette qualche minuto a carburare, ma poi ci sia appassiona veramente alle vicende dei personaggi e si rimane a guardarlo volentieri fino alla fine. Anzi, credo che la forza della pellicola sia proprio nei personaggi, che sono ben costruiti e interpretati con il giusto tono: e la sceneggiatura mette loro in bocca anche alcune frasi memorabili.
E comunque ora mi posso vantare di aver visto tutti i film di Jason Reitman. Vabbè certo, so’ tre (gli altri due sono Thank you for smoking e Juno): però è un regista che mi piace parecchio. Ha un suo stile, fatto di montaggio veloce e scene messe lì a spiegare quello che i personaggi dicono. Jacopo, a proposito di Juno, lo ha definito uno stile da telefilm americano: si, forse è così. Però funziona e mi piace. Grande Jason, sei pure canadese, e per di più sei figlio del regista di Ghostbusters: ti stimo alla grande.

A me il blog del Cavicca piace. Non ha un’audience adeguata al suo livello, ma mi sembra ben fatto e soprattutto scritto bene. Visitatelo, su.
Il prode Matteo ci segnala l’apertura di un nuovo sito, Novel Gate. Si tratta di un portale per scrittori emergenti, che ha l’ambizione di diventare un punto di riferimento e una palestra come le riviste pulp degli anni ’30. Potrebbe essere una buona idea, potrebbe essere un’idea inutile, potrebbe essere che non ve ne frega niente. In ogni caso, la ritengo una cosa lodevole, cui va data una possibilità: se vi interessa seguite il link. È aperto a tutti, quindi se avete un racconto nel cassetto e volete farvi conoscere (seppur da una cerchia ristretta di lettori), valutate se inviarlo ai curatori del sito (uno dei quali, tra l’altro, frequentava il mio stesso liceo).
È vero: i blog sono un po’ mosci in questo periodo. Sarà solo colpa degli esami? Oppure c’è qualche motivo più profondo dietro? Boh. Chi ha la risposta parli pure. Nel frattempo mi chiedo che fine abbia fatto Francescooh, e aspetto che Fungo pubblichi qualche nuovo geniale post...

giovedì 4 febbraio 2010

NON MOLTO LONTANO DA QUI

Torno ad aggiornare il blog dopo una settimana in cui ho avuto ben poco tempo libero. Comunque credo sia una cosa generale, da imputare alla sessione di esami: gli aggiornamenti e i commenti latitano un po’ ovunque.

Mercoledì sera io e Valeria siamo stati al concerto di Carmen Consoli, all’Auditorium di Roma.
Praticamente non entravo in quel posto da più di due anni, da quando ho fatto il giurato al Festival del Cinema (esperienza bella, ma massacrante). È un luogo che mi piace molto: magari non è proprio bello in sé, però lo trovo adatto allo scopo. Ha dei bei corridoi alti e ampi, con scritte al neon che sono citazioni riguardanti la musica, e delle sale grandi e accoglienti. Vabbè certo, non sarà un capolavoro estetico, ma secondo me trasuda atmosfera e stile da ogni dove.
Il concerto è stato molto bello. Non sono un fan sfegatato di Carmen Consoli, quindi magari non posso dare un giudizio accurato sulle canzoni eseguite; però posso parlare a livello di emozioni ed emotività. Sarà che il posto era abbastanza spettacolare (la sala più grande, con un soffitto e delle gallerie che sembravano tagliate con l’accetta), sarà che stavamo vicini al palco (nona fila, centrali: olè!), sarà che quando si spengono le luci la tensione sale: però l’attesa è stata pienamente ricambiata. Due ore e un quarto di musica, dal soft al rock, con una squadra di musicisti straordinari e dei giochi di luce spettacolari. Poi, c’è poco da fare: io adoro quando inseriscono il violino in mezzo a un pezzo rock; e il violinista l’altra sera era un mito. In ogni caso, c’era un’aria simpatica: il batterista e il percussionista se la ridevano alla grande e parlavano durante il concerto, mentre lei in un paio di occasioni ha raccontato aneddoti siciliani.
Ho apprezzato molto soprattutto le canzoni che già conoscevo, su cui ha eseguito delle belle variazioni sul tema. E comunque lei si è esibita in un bel po’ di virtuosismi, sia vocali che chitarristici: sulla sua bravura artistica niente da ridire. Se solo usasse dei testi un po’ meno criptici… Ma forse è proprio quello il bello, e sono io che non riesco a coglierli alla perfezione.

Stefano, io il tuo commento nel post precedente non l’ho capito. Nel senso che in italiano non capisco cosa voglia dire. Aspetto delucidazioni.

Speriamo tutti quanti insieme che Avatar non trionfi agli Oscar. Le categorie tecniche se le può tenere tranquillamente, ma per favore preghiamo affinché non vinca la statuetta per il miglior film e quella per la miglior regia. E grazie al cielo non è stato candidato nella categoria per la sceneggiatura…
The Hurt Locker non l’ho visto, ma ricordo che è uscito oltre un anno fa. Un giorno, andando da una sede all’altra dell’università, dissi al gruppo che stava con me che secondo me era un film interessante. Ovviamente tutti mi presero per scemo e non trovai nessuno con cui andare a vederlo. Maledetti.
Bastardi senza gloria ha avuto otto nomination. Mah, secondo me gli Oscar sarebbero eccessivi per un film come quello: bello, si, ma non tanto da essere così glorificato.
Il mio sogno? Vedere Up spaccare di brutto: l’oscar per la miglior sceneggiatura originale sarebbe un bel regalo per quei geni della Pixar. Quel film è un gioiello, davvero. Ma tanto non succederà.
 
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